Domenica 10 aprile ho partecipato con mio marito alla maratona di Roma: la mia prima maratona.   Era da circa quattro mesi che con molta “elasticità” seguivo un piano di allenamento runtastic per la maratona. Ogni settimana, però, tra il lavoro e le esigenze della famiglia, era necessario aggiustare, modulare o saltare del tutto qualche appuntamento. Insomma sono arrivata al giorno della gara con leggerezza ed al tempo stesso con emozione, proprio perchè era la mia prima volta. Questi due sentimenti forse contrastanti, in me convivono spesso. Già a dicembre avevo fatto una esperienza al “limite” delle mie capacità, il trail dei Nebrodi di 51km. Così come per Cesarò anche per Roma sono arrivata al giorno della prova con il desiderio-paura ma anche la curiosità di conoscere le mie reazioni fisiche e psicologiche, in una situazione certamente unica, forte del fatto che nulla avrebbe costituito per me una sconfitta e che qualunque risultato mi sarebbe andato bene. Confesso che il giorno prima della partenza sia io che Fabio siamo stati messi a dura prova … Volo cancellato, figlia febbricitante, organizzazione rocambolesca per poter assicurare la partenza al nostro terzo figlio che doveva partecipare alle Convittiadi e partire giusto giusto da Palermo il giorno 10 mattina! Insomma con 4 figli non è difficile trovarsi a dover riaggiustare all'ultimo i piani stabiliti! In momenti di stanchezza psicologica, questo porta a pensare che è meglio mollare e rinunciare, ma questa volta ce l'abbiamo fatta, grazie anche alla nostra affettuosa cognata Santina che si è praticamente trasferita a casa nostra per accudire i 3 figli rimasti e alla famiglia di un compagno di Stefano a cui ci siamo appoggiati sin dal venerdì, siamo riusciti a partire. Insomma, una volta in aereo, con sveglia alle 3 del mattino per prendere il primo volo della giornata, in sostituzione di quello annullato, mi è sembrato un sogno, stavamo andando a Roma, alla maratona tanto attesa! La mattina della gara sveglia con grande anticipo in modo da non avere imprevisti, scelta opportuna di maglietta, pantaloncino, calze, manicotti per il freddo della mattina, poncho da buttare alla partenza … La partenza è stato il momento più emozionante. La fiumana di corridori era impressionante e l'atmosfera era bellissima. Ovviamente il contesto rendeva tutto speciale, il Colosseo e i fori erano lì per noi maratoneti, in esclusiva! Si vedevano correre persone “estreme”, con costumi folcloristici, tutù, gonnelline strane, gruppi di tutte le nazionalità. C'erano bande musicali e complessi di tutti i generi alle curve, sistemati in spazi per loro opportunamente ritagliati, frasi stampate al bordo del percorso, bambini che chiedevano il cinque. C'erano sostenitori di singoli e gruppi ma che sostenevano tutti, insomma non potevo fare a meno di correre con il sorriso sulle labbra e sicuramente nel cuore. La corsa è veramente volata. Devo dire che è stata la gara più piacevole fatta fino ad ora, seppure durata 4h e 11'. Ho tenuto un passo abbastanza costante, ero felice e concentrata. Dopo la mezza mi sono rasserenata ancora di più dal punto di vista della resa e ho sentito che il mio corpo stava bene, mi sono però ugualmente forzata a fermarmi ai ristori, anche se a volte mi dispiaceva perdere il ritmo che prendevo. Effettivamente avevo paura dell'imprevisto, di un possibile spegnimento, ma in realtà ero positiva. Ho ringraziato l'allenamento trail nelle salite tra il 20° e il 30° km che mi passavano lisce e senza rompere il ritmo. A un km dall'arrivo ero effettivamente un po' stanca, ma tenevo il passo e ho avuto un brivido che mi ha fatto alzare l'adrenalina quando da dietro ho sentito pronunciare un incitamento ed il mio nome... Chissà chi è stato! La fine è stata serena! Non ero stanca morta, ero soddisfatta e felice. Al camion ho ripreso il mio zaino, mi sono seduta a terra accanto ad altre ragazze, dopo sono arrivati altri vicini … Ho subito chiamato Fabio, che aveva portato con sé il telefono e che con mia grande sorpresa e contentezza era già al 35°, nonostante avesse previsto che si sarebbe fermato alla mezza..., ho chiamato casa, ho parlato con i miei figli, messaggiato con mia sorella. Insomma un'esperienza speciale e veramente rilassante. Sono tornata a casa più forte, più carica nel lavoro e nella gestione delle beghe quotidiane forse un po' distaccata da ciò che spesso ci sembra un assoluto, ma non lo è! Ho vissuto un'isoletta di benessere con mio marito e ho respirato sportività e leggerezza, valori e principi, proclamati nei modi più strani. Gli amici atleti della Marathon Misilmeri e tutti gli altri amici e parenti da Palermo e oltre hanno fatto da cornice a questa esperienza con affettuosa partecipazione.